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34074 - Monfalcone

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orario:
da lunedi a sabato
ore 17-19


ert Viva Ticket Istituto di musica Antonio Vivaldi Biblioteca Monfalcone

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Realizzazione grafica e programmazione a cura di Incipit

MARTEDÌ 18, MERCOLEDÌ 19 FEBBRAIO 2020 ORE 20.45

Nel tempo degli dei
Il calzolaio di Ulisse

di Marco Paolini e Francesco Niccolini
regia di Gabriele Vacis
con Marco Paolini
e con Saba Anglana, Elisabetta Bosio, Vittorio Cerroni, Lorenzo Monguzzi, Elia Tapognani
musiche originali di Lorenzo Monguzzi
con il contributo di Saba Anglanae Fabio Barovero
scenofonia, luminismi, stile di Roberto Tarasco
aiuto regia Silvia Busato
luci di Michele Mescalchin
fonica di Piero Chinello
assistenza tecnica di Pierpaolo Pilla
direzione tecnica di Marco Busetto
Michela Signori / Jolefilm / Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
con la collaborazione di Estate Teatrale Veronese e Teatro Stabile di Bolzano

foto

Photo di Gianluca Moretto

"Ulisse per me è qualcuno che di dèi se ne intende e davanti alle sirene dell’immortalità sa trovare le ragioni per resistere”, scrive Marco Paolini.
Nato come Odissea tascabile, Nel tempo degli dei è cresciuto nel tempo, nei suoni e nello spazio, perché Ulisse più lo conosci più ti porta lontano, e la distanza è la condizione essenziale per cantarlo. Perché di un canto si tratta, antico di tremila anni, passato di bocca in bocca, di anima in anima. Perché questa è la storia dell'Occidente, e tutto contiene: dal primo istante, quando nulla esisteva, e un giorno cominciò a esistere, a partire da quelle misteriose entità che questa storia muovono: gli dèi.
Dopo vent’anni di assenza e disavventure, Ulisse si obbliga a un nuovo esilio. Rinuncia al governo, abbandona la moglie e il regno e riparte con Telemaco al suo fianco ma, soprattutto, abbandona gli dèi che lo vorrebbero trionfante e immortale: si rivolta contro i loro capricci, la loro ambigua volontà e non ha paura di pagare il prezzo della propria scelta.
Ex guerriero ed eroe, Ulisse si riduce a calzolaio viandante, che da dieci anni cammina verso non si sa dove con un remo in spalla, secondo la profezia che il fantasma di Tiresia, l'indovino cieco, gli fa nel suo viaggio nell'aldilà narrato nel X canto dell'Odissea.