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Realizzazione grafica e programmazione a cura di Incipit

MARTEDÌ 12, MERCOLEDÌ 13 MARZO 2019 ORE 20.45

Il costruttore Solness

da Henrik Ibsen
uno spettacolo di Alessandro Serra
con Umberto Orsini
e con Lucia Lavia, Renata Palminello, Pietro Micci, Chiara Degani, Salvatore Drago
e Flavio Bonacci
Compagnia Orsini / Teatro Stabile dell’Umbria

Lo spettacolo si colloca nella rete artistica “Progetto Ibsen – I pilastri della drammaturgia contemporanea”, a cui aderiscono Teatro di Roma, Teatro della Toscana, Teatro Stabile di Napoli, Teatro Stabile di Genova, Teatro Stabile dell’Umbria e Compagnia Orsini con i titoli Un nemico del popolo, John Gabriel Borkman, Il costruttore Solness.

foto

Foto di T.Le Pera

Solness è un grande costruttore che edifica la propria fortuna sulle ceneri della casa di famiglia della moglie, derubandola di ogni possibile felicità futura. È terrorizzato dai giovani che picchiano alla porta e chiedono ai vecchi di farsi da parte. Ma la giovane Hilde non si preoccupa di bussare, e fa irruzione con una carica erotica e un’energia dirompente. È tornata per rivendicare il suo regno, quel castello in aria che il grande costruttore le promise dieci anni prima.
Scrive Umberto Orsini: “[...] è la storia di tanti assassinii. Giovani che uccidono i vecchi spingendoli a essere giovani, e vecchi che uccidono se stessi nel tentativo di raggiungere l’impossibile ardore giovanile. Una storia segnata da una grande carica erotica e da uno spregiudicato esercizio del potere”.
Se Solness è un costruttore, Ibsen è un perfetto architetto in grado di edificare una casa dall’aspetto perfettamente borghese e ordinario, nelle cui intercapedini però si celano principesse dimenticate, demoni e assistenti magici al servizio del padrone. Il giorno del giudizio sotteso in tutta l’opera di Ibsen trova esplicita dichiarazione nella sentenza finale. Una condanna inesorabile che è lo stesso Solness a emettere contro se stesso, senza pietà, quando in un delirio di onnipotenza sale su una torre, supera la paura del vuoto e arriva a dare del tu a Dio, minacciandolo di non costruire mai più chiese per lui...

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