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Corso del Popolo, 20
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orario:
da lunedi a sabato
ore 17-19


ert Viva Ticket Biblioteca Monfalcone Per il Teatro di Monfalcone

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Realizzazione grafica e programmazione a cura di Incipit

LUNEDÌ 15 APRILE 2019 ORE 20.45 | '900&oltre

Sestetto Stradivari dell'Accademia Nazionale
di Santa Cecilia

David Romano, Marlène Prodigo violini
Raffaele Mallozzi, David Bursack viole
Diego Romano, Sara Gentile violoncelli

Arnold Schönberg (1874 – 1951)
Verklärte Nacht op. 4
per sestetto d'archi

Johannes Brahms (1833 – 1897)
Sestetto per archi n. 2 op. 36

foto

Foto di Sonia Ponzo

Due capolavori assoluti, composti per un sestetto d’archi e scritti a distanza di poco più di quarant’anni a Vienna, culla di gran parte della musica da camera del Sette e Ottocento.
Verklärte Nacht è la composizione d’esordio ufficiale di un musicista praticamente autodidatta, quale era Schönberg. Riprende l’omonima poesia di Richard Dehmel che narra la vicenda, avvenuta in una notte al chiaro di luna, di una donna che confessa al suo uomo di portare in grembo un figlio non suo e ne riceve conforto. Già alla prima esecuzione nel 1902 crea scandalo e polemica per quelle arditezze armoniche che indicano la necessità di superare i modelli compositivi ereditati dalla lezione di Brahms e Wagner e di esplorare nuovi mondi musicali, per elaborare un nuovo metodo di comporre con la dodecafonia.
Scritti da Brahms nella prima fase della sua parabola creativa, i sestetti per archi costituiscono i primi capolavori della produzione cameristica del grande compositore amburghese e denotano un’impressionante profondità di ispirazione e una rara perfezione stilistica. Brahms inizia a lavorare al Sestetto per archi n. 2 nell’estate del 1864 a Baden-Baden e ne completa la partitura a Vienna, nell’inverno dello stesso anno. La prima esecuzione ha luogo a New York, per poi essere proposta in veste ufficiale alla Große Musikvereinssal di Vienna nel 1867 con critiche molto negative, probabilmente per la complessità armonica e l’estrema raffinatezza polifonica, giudicate al primo ascolto del tutto incomprensibili.

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