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VENERDÌ 30 NOVEMBRE 2018 ORE 20.45 | Tartini2020

L'Arte dell'Arco

Federico Guglielmo violino
Francesco Galligioni violoncello
Roberto Loreggian cembalo

Il mondo di Giuseppe Tartini: maestri, amici e rivali

Giuseppe Tartini (1692 – 1770)
Sonata in la maggiore “Pastorale” op. 1 n. 13
per violino “discordato” e basso

Antonio Vivaldi (1678 – 1741)
Concerto in re maggiore op. 3 n. 9
(trascrizione per cembalo solo di J. S. Bach BWV 972)

Giuseppe Tartini
L’Arte dell’Arco. Variazioni composte sopra alla più bella Gavotta del Corelli, Opera V
per violino e basso

Francesco Maria Veracini (1690 – 1768)
Sonata in re minore op. 2 n. 12
per violino e basso

foto

Corelli è considerato il padre nobile della scuola violinistica, dove scrittura idiomatica, linguaggio armonico e tecnica strumentale trovano un primo calibrato compimento. Ma è Tartini, con lo sviluppo della tecnica virtuosistica, la scoperta del terzo suono e una vasta esperienza didattica a essere il padre del violino italiano. Tartini costruisce la tecnica violinistica su Corelli: lo dimostrano i brani in programma, che prevedono le due prassi complementari dell’ornamentazione (nella Sonata in re maggiore) e della variazione (espressa già nel titolo L’Arte dell’Arco).
Amico di Tartini fu certamente Antonio Vandini, virtuoso del violoncello di origini bolognesi, attivo nell’orchestra della Basilica Antoniana di Padova, al quale è attribuito un manoscritto sulla vita di Tartini e alcune sonate per violoncello fra cui quella in programma.
Francesco Maria Veracini, fiorentino, che frequentò Tartini durante il suo primo soggiorno veneziano, è invece considerato il virtuoso del suo tempo.
Il programma del concerto, che fa parte delle celebrazioni “Tartini2020”, ci offre un’immagine del virtuosismo lontana dallo stereotipo del fenomeno da baraccone, capace di suonare a velocità impressionante e di piegare il violino a ogni capriccio. L’arte dell’arco di Tartini, Veracini e prima ancora di Corelli è ricerca espressiva, esplorazione di colore, garbata conversazione che per essere interessante ha bisogno di molteplici elementi, non solo dello sfoggio di bravura.

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