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Corso del Popolo, 20
34074 - Monfalcone

Informazioni:
T - 0481 494 369

Biglietteria:
T - 0481 494 664
orario:
da lunedi a sabato
ore 17-19


ert Viva Ticket Istituto di musica Antonio Vivaldi Biblioteca Monfalcone

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Realizzazione grafica e programmazione a cura di Incipit

GIOVEDÌ 30 APRILE 2020 ORE 20.45 | '900&oltre
International Jazz Day

Enrico Pieranunzi
Gabriele Pieranunzi
Gabriele Mirabassi

Pianoforte - Violino - Clarinetto

Play Gershwin


George Gershwin (1898 – 1937)
An American in Paris*

George Gershwin
Preludio n. 2*

Enrico Pieranunzi
Variazioni su un tema di Gershwin

George Gershwin – Jasha Heifetz (1901 – 1987)
da Porgy and Bess
My Man's Gone Now
It Ain’t Necessarily So

George Gershwin
The Man I Love
per piano solo
I Got Rhythm
Rhapsody in Blue*

* Trascrizioni ed elaborazioni originali di Enrico Pieranunzi

foto

Questo concerto vuole essere un doveroso omaggio a uno dei più grandi geni della musica di ogni tempo – dice Enrico Pieranunzi.
La fusione che Gershwin intese compiere tra classica e jazz fu tutt’altro che un’azione inconsapevole. Fu, al contrario, la coraggiosa, volontaria apertura di una strada, che voleva conciliare la tradizione orale con quella scritta, e far vivere insieme l’estemporaneità dell’improvvisazione con la sapienza meditata della composizione: una sfida impossibile, di difficile comprensibilità per orecchie e menti europee. Era in realtà la costruzione di un mondo musicale del tutto nuovo, il cui artefice non poteva che essere un grande artista del Nuovo Mondo.
Un omaggio, dunque, alla spregiudicata visione dell’universo sonoro di Gershwin, tra opere rigorosamente scritte e momenti di improvvisazione jazzistica. Un programma a geometria variabile con punte di assoluta eccezionalità, come la possibilità di gustare le sue due più celebri composizioni orchestrali (An American in Paris e Rhapsody in Blue) in un inusuale allestimento cameristico che non mancherà di stupire.
Gershwin fu insieme compositore di fervida immaginazione e dalla vena inesauribile e pianista brillantissimo.
Ma fu soprattutto portatore di una visione profetica, al cui centro si trovava quell’accostamento fra jazz e classica di cui era convinto assertore.
È grazie a lui se termini come fusione e contaminazione non scandalizzano più ma, anzi, sono divenuti familiari.
Perfetto, ci pare, per celebrare l’International Jazz Day 2020!