Campagna Campagna

Corso del Popolo, 20
34074 - Monfalcone

Informazioni:
T - 0481 494 369

Biglietteria:
T - 0481 494 664
orario:
da lunedi a sabato
ore 17-19


ert Viva Ticket Biblioteca Monfalcone Per il Teatro di Monfalcone

I contenuti di questo sito sono a cura dell'Ufficio Comunicazione dell'Unità Operativa Attività Teatrali ed Espositive del Comune di Monfalcone
Tel. 0481 494 369

Realizzazione grafica e programmazione a cura di Incipit

GIOVEDÌ 28 FEBBRAIO 2019 ORE 20.45

Tempo di Chet
La versione di Chet Baker

testo di Leo Muscato e Laura Perini
musiche originali di Paolo Fresu
regia di Leo Muscato
con Paolo Fresu tromba
Dino Rubino piano
Marco Bardoscia contrabbasso
e con (in ordine alfabetico) Alessandro Averone, Rufin Doh, Simone Luglio, Debora Mancini, Daniele Marmi, Graziano Piazza, Mauro Parrinello, Laura Pozone
scene di Andrea Belli
costumi di Silvia Aymonino
light designer Alessandro Verazzi
Teatro Stabile di Bolzano

foto

Foto di Roberto Cifarelli

Chet Baker, fra i miti musicali più controversi e discussi del Novecento, rivive grazie alla musica di Paolo Fresu e agli attori del Teatro Stabile di Bolzano nello spettacolo Il tempo di Chet – La versione di Chet Baker, diretto da Leo Muscato.
Scrittura drammaturgica e partitura musicale si fondono in un unico flusso organico di parole, immagini e musica, che rievoca lo stile lirico e intimista di questo jazzista maledetto e leggendario: un’altalena fra passato e presente che mette in scena episodi disseminati lungo l’arco della sua esistenza, da quando, bambino, suo padre gli regalò la prima tromba, fino al momento in cui volò giù dalla finestra di un albergo ad Amsterdam.
Scrive Paolo Fresu: “se la sua vita e la sua morte sono ancora oggi avvolte dal mistero, la sua musica era straordinariamente limpida, logica e trasparente. Forse una delle più razionali e architettonicamente perfette della storia del jazz”. E Leo Muscato: “se nella sua vita come Chet Baker ogni cosa sembra essere andata in fumo o disciolta in vena, la musica è sempre rimasta come un’impronta tangibile di un universo poetico inesauribile. È proprio la sua musica a interpretare il desiderio di Chet di non volerne più sapere di tutte quelle rivendicazioni, e a fornire la possibilità di un altro punto di vista, di un’altra versione dei fatti, quella di Chet Baker”.

p1819 11b